Scrivi una relazione degli esperimenti svolti a Mirabilandia utilizzando come traccia il quaderno che ti è stato consegnato, in particolare:
II B
Carousel
dal punto 6) al punto 10) a pp.1-2
dal 16) al 19) a pp.3-4
II B-H
Torri
Dal punto 1) al punto 11) pp.24/26
II H
Blu river
dal punto 1) al punto 13) a pp.16/18
lunedì 21 aprile 2008
venerdì 11 aprile 2008
Esercizi sull'equilibrio II B H
1. Un corpo di massa m1= 3,5 kg si trova in equilibrio su un piano privo di attrito inclinato di 30° rispetto all’orizzontale grazie ad un contrappeso a cui è collegato da una fune di massa trascurabile come in figura. Calcola la massa del contrappeso.
2. Facendo riferimento alla figura dell’esercizio 1, considera m1= 3,5 kg, m2= 1,1 kg e il coefficiente di attrito statico pari 0,15. Il sistema è in equilibrio?
3. Facendo riferimento ai dati dell’esercizio 2, calcola il valore minimo ed il valore massimo di m2 per cui il sistema è in equilibrio.
4. Un corpo di massa m1= 7,7 kg è su un piano orizzontale con attrito ed è collegato ad un corpo di massa m2= 4,3 kg come in figura. Calcola il coefficiente di attrito statico sapendo che il sistema è in situazione di equilibrio critico.
5. Calcola la forza che equilibra le seguenti due forze applicate allo stesso corpo puntiforme:
F1(0 N;5 N), F2(-6 N; 2 N).
Scrivi il risultato con le componenti cartesiane e le coordinate polari.
2. Facendo riferimento alla figura dell’esercizio 1, considera m1= 3,5 kg, m2= 1,1 kg e il coefficiente di attrito statico pari 0,15. Il sistema è in equilibrio?
3. Facendo riferimento ai dati dell’esercizio 2, calcola il valore minimo ed il valore massimo di m2 per cui il sistema è in equilibrio.
4. Un corpo di massa m1= 7,7 kg è su un piano orizzontale con attrito ed è collegato ad un corpo di massa m2= 4,3 kg come in figura. Calcola il coefficiente di attrito statico sapendo che il sistema è in situazione di equilibrio critico.
5. Calcola la forza che equilibra le seguenti due forze applicate allo stesso corpo puntiforme:
F1(0 N;5 N), F2(-6 N; 2 N).
Scrivi il risultato con le componenti cartesiane e le coordinate polari.
venerdì 28 marzo 2008
Alla II H
Cari ragazzi,
voglio riprendere la discussione fatta l’ultima o la penultima lezione. Ho fatto leggere a Mirta un brano del suo commento sul metodo di conoscenza indiretta (o fede). Come ricorderete questo brano descriveva la fisica in modo molto entusiasta e vi ho chiesto “Che cosa direbbe un vostro amico della squadra, della sala giochi, ecc. se gli leggeste questo testo?” Varie risposte: indifferenza (“ma vattene!”), curiosità (“davvero?”), scetticismo (“ma che dici?”), come avete anche esemplificato raccontando dialoghi con i vostri compagni. Poi vi ho chiesto “perché è così per voi e non per gli altri?”, qui la risposta immediata è stata: “perché loro non la studiano”. Tuttavia, Boris ha detto che anche amici che studiano fisica sono incuriositi da come lui ne parla, ricerca, ecc. Accade una sorta di “contagio”, tanto che l’amico chiede il libro per poterlo leggere. Quindi non è sufficiente studiare una cosa per esserne interessati. Che cosa occorre? Questa domanda io non l’ho posta, anche se l’ho pensata. Penso, forse mi sbaglio, che per molti di voi sia importante il modo con cui io vi propongo la materia e forse ancor di più come io mi accosto, guardo e “maneggio” le cose che spiego. Perché non ho portato la discussione su questo argomento? Per vergogna. Cosa significa? Perché mi sembrava di darmi delle arie, di mettervi in imbarazzo, eccetera. Invece sarebbe stato giusto arrivarci ed è per questo che riprendo il discorso con questa lettera. Infatti fa parte del metodo (cioè della strada, del percorso) che avete seguito la particolare modalità di insegnamento che avete ricevuto e la persona che ve lo ha impartito. Non si può, assaporata la meta, dimenticare come ci siamo arrivati e chi ci ha accompagnato, pena il rischio di camminare con più difficoltà in futuro. Insisto su questo perché è vero prima di tutto per me. Infatti, perché a me appassiona la fisica? Se rispondessi perché mi è interessata fin da ragazzino, per le letture che feci, ecc. direi una cosa non vera, perché quell’interesse sarebbe definitivamente svanito se non avessi incontrato in terza liceo la prof.ssa Bruschi che mi spiegò in una lezione pomeridiana per un gruppo di tre-quattro ragazzi, la prima legge della dinamica, facendoci immaginare un mondo senza inerzia o senza attrito, così capii che il nostro mondo è “un certo mondo”, pensato in un determinato modo; oppure se un’altra prof. (non mi ricordo il nome, accidenti!) in quinta non avesse aiutato me ed alcuni miei compagni di classe a ripassare il programma di fisica, facendoci intuire le realtà descritte da un pacchetto di formule abbastanza semplici da imparare (il programma di fisica secondo me), ma del cui significato non sapevamo dire nulla; se non avessi seguito il corso del prof. Forino di Fisica generale I, o le due lezioni del prof. Bergia sulla relatività in preparazione al concorso; oppure, più recentemente, gli articoli del prof. Bersanelli e le mostre dell’Associazione Euresis che mi hanno fatto intuire il legame tra innumerevoli fattori del mondo naturale e l’uomo, la riflessione di Benedetto XVI su natura e matematica, che ho condiviso con voi, le parole del prof. Nembrini sul lavoro dell’insegnante, ecc.. Come vedete è una catena ininterrotta di “testimoni”, di persone che mi hanno introdotto e mi introducono a questa disciplina, e alla realtà tutta. Quindi non solo quando si è giovani il metodo della conoscenza indiretta è quello privilegiato, ma sempre, per questo è importante rendersene conto e non correre il rischio di dire “all’inizio era così, ora che so di cosa si tratta posso fare da solo”, salvo poi diventare degli “impallinati” della materia o col tempo provare nostalgia per un modo di studiare che sembra non possa ripetersi più.
Purtroppo il contesto in cui viviamo non ci aiuta, ci spinge ad assumere acriticamente dei modelli (quello che sa fare tutto da solo e non ha bisogno di nessuno) e non a renderci conto della nostra effettiva esperienza. Questo influsso è la ragione per cui mi sono irragionevolmente fermato nella discussione; oggi mi sento tranquillo nel riprenderla, perché mi sembra chiaro che non si tratta di darsi delle arie, ma di descrivere un metodo che io stesso ho seguito.
Spero che abbiate sempre quella passione per la vostra vita e quell’umiltà che ci rende liberi dagli schemi e dai modelli propagandati dall’ambiente per riconoscere i fatti e i testimoni che vi hanno introdotto in modo significativo alla realtà.
Vi ringrazio per avermi dato, grazie alla discussione in classe, l’occasione di capire meglio queste cose.
Ciao a tutti,
Prof. Guidi
voglio riprendere la discussione fatta l’ultima o la penultima lezione. Ho fatto leggere a Mirta un brano del suo commento sul metodo di conoscenza indiretta (o fede). Come ricorderete questo brano descriveva la fisica in modo molto entusiasta e vi ho chiesto “Che cosa direbbe un vostro amico della squadra, della sala giochi, ecc. se gli leggeste questo testo?” Varie risposte: indifferenza (“ma vattene!”), curiosità (“davvero?”), scetticismo (“ma che dici?”), come avete anche esemplificato raccontando dialoghi con i vostri compagni. Poi vi ho chiesto “perché è così per voi e non per gli altri?”, qui la risposta immediata è stata: “perché loro non la studiano”. Tuttavia, Boris ha detto che anche amici che studiano fisica sono incuriositi da come lui ne parla, ricerca, ecc. Accade una sorta di “contagio”, tanto che l’amico chiede il libro per poterlo leggere. Quindi non è sufficiente studiare una cosa per esserne interessati. Che cosa occorre? Questa domanda io non l’ho posta, anche se l’ho pensata. Penso, forse mi sbaglio, che per molti di voi sia importante il modo con cui io vi propongo la materia e forse ancor di più come io mi accosto, guardo e “maneggio” le cose che spiego. Perché non ho portato la discussione su questo argomento? Per vergogna. Cosa significa? Perché mi sembrava di darmi delle arie, di mettervi in imbarazzo, eccetera. Invece sarebbe stato giusto arrivarci ed è per questo che riprendo il discorso con questa lettera. Infatti fa parte del metodo (cioè della strada, del percorso) che avete seguito la particolare modalità di insegnamento che avete ricevuto e la persona che ve lo ha impartito. Non si può, assaporata la meta, dimenticare come ci siamo arrivati e chi ci ha accompagnato, pena il rischio di camminare con più difficoltà in futuro. Insisto su questo perché è vero prima di tutto per me. Infatti, perché a me appassiona la fisica? Se rispondessi perché mi è interessata fin da ragazzino, per le letture che feci, ecc. direi una cosa non vera, perché quell’interesse sarebbe definitivamente svanito se non avessi incontrato in terza liceo la prof.ssa Bruschi che mi spiegò in una lezione pomeridiana per un gruppo di tre-quattro ragazzi, la prima legge della dinamica, facendoci immaginare un mondo senza inerzia o senza attrito, così capii che il nostro mondo è “un certo mondo”, pensato in un determinato modo; oppure se un’altra prof. (non mi ricordo il nome, accidenti!) in quinta non avesse aiutato me ed alcuni miei compagni di classe a ripassare il programma di fisica, facendoci intuire le realtà descritte da un pacchetto di formule abbastanza semplici da imparare (il programma di fisica secondo me), ma del cui significato non sapevamo dire nulla; se non avessi seguito il corso del prof. Forino di Fisica generale I, o le due lezioni del prof. Bergia sulla relatività in preparazione al concorso; oppure, più recentemente, gli articoli del prof. Bersanelli e le mostre dell’Associazione Euresis che mi hanno fatto intuire il legame tra innumerevoli fattori del mondo naturale e l’uomo, la riflessione di Benedetto XVI su natura e matematica, che ho condiviso con voi, le parole del prof. Nembrini sul lavoro dell’insegnante, ecc.. Come vedete è una catena ininterrotta di “testimoni”, di persone che mi hanno introdotto e mi introducono a questa disciplina, e alla realtà tutta. Quindi non solo quando si è giovani il metodo della conoscenza indiretta è quello privilegiato, ma sempre, per questo è importante rendersene conto e non correre il rischio di dire “all’inizio era così, ora che so di cosa si tratta posso fare da solo”, salvo poi diventare degli “impallinati” della materia o col tempo provare nostalgia per un modo di studiare che sembra non possa ripetersi più.
Purtroppo il contesto in cui viviamo non ci aiuta, ci spinge ad assumere acriticamente dei modelli (quello che sa fare tutto da solo e non ha bisogno di nessuno) e non a renderci conto della nostra effettiva esperienza. Questo influsso è la ragione per cui mi sono irragionevolmente fermato nella discussione; oggi mi sento tranquillo nel riprenderla, perché mi sembra chiaro che non si tratta di darsi delle arie, ma di descrivere un metodo che io stesso ho seguito.
Spero che abbiate sempre quella passione per la vostra vita e quell’umiltà che ci rende liberi dagli schemi e dai modelli propagandati dall’ambiente per riconoscere i fatti e i testimoni che vi hanno introdotto in modo significativo alla realtà.
Vi ringrazio per avermi dato, grazie alla discussione in classe, l’occasione di capire meglio queste cose.
Ciao a tutti,
Prof. Guidi
martedì 25 marzo 2008
Compiti V M giovedì 27 marzo
Matematica
Esercizio guida n.1 E165, esercizi n.27,31 E165;
esercizio guida n.6 E176, esercizio n.187 E177;
esercizio n.546 E144 (vedi formule E139 e ss.).
Fisica
Studiare pp. 170/173;
trattazione sintetica dal titolo "La forza di Lorenz" (max 15 righe).
Esercizio guida n.1 E165, esercizi n.27,31 E165;
esercizio guida n.6 E176, esercizio n.187 E177;
esercizio n.546 E144 (vedi formule E139 e ss.).
Fisica
Studiare pp. 170/173;
trattazione sintetica dal titolo "La forza di Lorenz" (max 15 righe).
lunedì 17 marzo 2008
Compiti martedì 18 marzo I H I
1. Traccia le seguenti rette:
y=x
y=1/2x-2
y=-2x+3
2.Elabora con il metodo grafico i seguenti dati di un esperimento forza-allungamento (su carta millimetrata).
F (N) l-l0 (cm)
0,24 ± 0,02 6,4 ± 0,1
0,38 ± 0,02 9,6 ± 0,1
0,60 ± 0,04 16,4 ± 0,1
0,98 ± 0,06 26,3 ± 0,1
3. Sapendo che le grandezze massa (m) e volume (V) sono direttamente proporzionali, completa la seguente tabella:
V (m3) m (kg)
0 0
0,50 380
- 760
- 950
2,25
y=x
y=1/2x-2
y=-2x+3
2.Elabora con il metodo grafico i seguenti dati di un esperimento forza-allungamento (su carta millimetrata).
F (N) l-l0 (cm)
0,24 ± 0,02 6,4 ± 0,1
0,38 ± 0,02 9,6 ± 0,1
0,60 ± 0,04 16,4 ± 0,1
0,98 ± 0,06 26,3 ± 0,1
3. Sapendo che le grandezze massa (m) e volume (V) sono direttamente proporzionali, completa la seguente tabella:
V (m3) m (kg)
0 0
0,50 380
- 760
- 950
2,25
Compiti per martedì 18 marzo II B H
1. Assegnati i vettori F1(+10 N;0), F2(-6 N;0) ed F3(0;-5 N) di cui sono note le componenti cartesiane, svolgi le seguenti operazioni con il metodo grafico e quello analitico. Esprimi l'intensità del vettore risultante. (Nel metodo grafico l’intensità del vettore risultante sia determinata mediante la scala del disegno).
a. F1+F2
b. -F1+2F2
c. F1+F2+F3
2. Assegnati i vettori F1(+8 N;+6 N), F2(-2 N;+5 N) ed F3(-4 N;0) di cui sono note le componenti cartesiane, svolgere le seguenti operazioni con il metodo grafico e quello analitico. Esprimi l'intensità del vettore risultante. (Nel metodo grafico l’intensità del vettore risultante sia determinata mediante la scala del disegno).
a. F1+F2
b. F1-2F2
c. F1-F2+1/2F3
3. Dei seguenti vettori è data l'intensità e l’angolo descritto in senso antiorario con il semiasse positivo delle ascisse. Determina le componenti cartesiane.
a. F1(8N; 60°)
b. F2(10 N; 120°)
c. F3(7 N; 210°)
a. F1+F2
b. -F1+2F2
c. F1+F2+F3
2. Assegnati i vettori F1(+8 N;+6 N), F2(-2 N;+5 N) ed F3(-4 N;0) di cui sono note le componenti cartesiane, svolgere le seguenti operazioni con il metodo grafico e quello analitico. Esprimi l'intensità del vettore risultante. (Nel metodo grafico l’intensità del vettore risultante sia determinata mediante la scala del disegno).
a. F1+F2
b. F1-2F2
c. F1-F2+1/2F3
3. Dei seguenti vettori è data l'intensità e l’angolo descritto in senso antiorario con il semiasse positivo delle ascisse. Determina le componenti cartesiane.
a. F1(8N; 60°)
b. F2(10 N; 120°)
c. F3(7 N; 210°)
venerdì 22 febbraio 2008
Compiti V M sabato 23 febbraio
Matematica
n. 103,104,125,126,137,136,139,140 E153 e ss.
n. 231 E180
Fisica
studiare pp.1181-182
n. 103,104,125,126,137,136,139,140 E153 e ss.
n. 231 E180
Fisica
studiare pp.1181-182
Strumenti ottici
mercoledì 20 febbraio 2008
Indicazioni per la relazione di laboratorio IIH
Titolo: Immagini prodotte dal una lente convergente
Scopo: verificare la formazione delle immagini di una lente convergente ottenute con la costruzione geometrica.
Materiali e strumenti: ....
Procedimento: ...
Risultati: ...
Conclusioni e commenti: Confrontare le distanze oggetto-lente ottenute nei vari casi con quelle previste (p maggiore di 2f, p compreso tra f e 2f, p minore di f). In particolare confrontare la distanza a cui si sfoca l'immagine virtuale con la distanza focale della lente.
Scopo: verificare la formazione delle immagini di una lente convergente ottenute con la costruzione geometrica.
Materiali e strumenti: ....
Procedimento: ...
Risultati: ...
Conclusioni e commenti: Confrontare le distanze oggetto-lente ottenute nei vari casi con quelle previste (p maggiore di 2f, p compreso tra f e 2f, p minore di f). In particolare confrontare la distanza a cui si sfoca l'immagine virtuale con la distanza focale della lente.
Ancora sulle densità dei liquidi I H I
Dati sulla densità di liquidi ricavate dalla rete:
olio di paraffina (o olio di vaselina o paraffina liquida): 0,8-0,9 g/cm^3
shampoo: 1,00-1,04 g/cm^3
olio di paraffina (o olio di vaselina o paraffina liquida): 0,8-0,9 g/cm^3
shampoo: 1,00-1,04 g/cm^3
giovedì 14 febbraio 2008
Sulle misure di densità
Le densità dei liquidi che abbiamo misurato nell’ultimo esperimento in laboratorio sono state le prime grandezze caratteristiche della natura in cui ci siamo imbattuti. In qualche modo si tratta della nostra prima scoperta riguardante il mondo naturale (le altre misurazioni riguardavano sempre grandezze determinate dall’attività umana).
Scrivi un commento al riguardo utilizzando anche i seguenti brani.
In qualche modo, qualsiasi fatto scoprii o qualsiasi percezione nuova ebbi non mi parve mai una mia “scoperta”, bensì piuttosto qualcosa che esisteva da sempre e in cui ebbi solo la fortuna di imbattermi.
Subrahmanyan Chandrasekhar
Ma anche quando si tratta della risposta alla nostra precisa domanda, anche quando la preda catturata è proprio quella che stavamo inseguendo, l’evento della scoperta porta con sé novità e sorpresa.
Marco Bersanelli, Mario Gargantini
Scrivi un commento al riguardo utilizzando anche i seguenti brani.
In qualche modo, qualsiasi fatto scoprii o qualsiasi percezione nuova ebbi non mi parve mai una mia “scoperta”, bensì piuttosto qualcosa che esisteva da sempre e in cui ebbi solo la fortuna di imbattermi.
Subrahmanyan Chandrasekhar
Ma anche quando si tratta della risposta alla nostra precisa domanda, anche quando la preda catturata è proprio quella che stavamo inseguendo, l’evento della scoperta porta con sé novità e sorpresa.
Marco Bersanelli, Mario Gargantini
domenica 3 febbraio 2008
Esercizi specchi sferici II B H
1. Una ragazza alta 1,60 m si trova a una distanza di 5,0 m da uno specchio e nota che la sua immagine riflessa è dritta e alta solamente 12 cm. Lo specchio è concavo o convesso? Quanto vale il suo raggio di curvatura? [R= 81 cm]
2. Uno specchio concavo produce un ingrandimento pari a 1,8 quando un oggetto è posto a 25 cm da esso (ad esempio il viso di una donna che si trucca). Quanto misura il suo raggio di curvatura? [R= 112,5 m]
3. Puoi utilizzare uno specchio convesso per determinare le dimensioni del Sole. La luce del Sole, opportunamente filtrata, produce un’immagine del diametro di 8 cm. Calcola le dimensioni del Sole, sapendo che il raggio di curvatura dello specchio è di 2 m. (Ricorda che la distanza Terra-Sole è 1,5×10^11 m) [diametro del Sole= 1,2 10^7 m]
2. Uno specchio concavo produce un ingrandimento pari a 1,8 quando un oggetto è posto a 25 cm da esso (ad esempio il viso di una donna che si trucca). Quanto misura il suo raggio di curvatura? [R= 112,5 m]
3. Puoi utilizzare uno specchio convesso per determinare le dimensioni del Sole. La luce del Sole, opportunamente filtrata, produce un’immagine del diametro di 8 cm. Calcola le dimensioni del Sole, sapendo che il raggio di curvatura dello specchio è di 2 m. (Ricorda che la distanza Terra-Sole è 1,5×10^11 m) [diametro del Sole= 1,2 10^7 m]
giovedì 31 gennaio 2008
Esercizi fisica I H I
1. Un esagono regolare ha il lato di (25,4±0,2) cm. Quanto vale il perimetro?
2. Un cilindretto metallico ha il diametro di (13,7±0,1) mm, misurato con un calibro decimale. Quanto vale la superficie di base del cilindro? Applica il metodo delle cifre significative e quello della propagazione degli errori.
3. La densità lineare di una fune è il rapporto tra la sua massa e la sua lunghezza:
densità lineare=massa/lunghezza, unità di misura kg/m
Una fune ha una densità lineare di (0,250±0,005) kg/m. Cosa significa questo dato? Viene venduta in rotoli di massa (23,5±0,5) kg; qual è la lunghezza di un rotolo?
4. Crab Nebula, originata dall’esplosione di una supernova nel 1054, ha le dimensioni di 3 a.l. Ipotizzando la stessa velocità di espansione per Veil Nebula, che ha dimensioni di 50 a.l., quanti anni fa è avvenuta l’esplosione?
2. Un cilindretto metallico ha il diametro di (13,7±0,1) mm, misurato con un calibro decimale. Quanto vale la superficie di base del cilindro? Applica il metodo delle cifre significative e quello della propagazione degli errori.
3. La densità lineare di una fune è il rapporto tra la sua massa e la sua lunghezza:
densità lineare=massa/lunghezza, unità di misura kg/m
Una fune ha una densità lineare di (0,250±0,005) kg/m. Cosa significa questo dato? Viene venduta in rotoli di massa (23,5±0,5) kg; qual è la lunghezza di un rotolo?
4. Crab Nebula, originata dall’esplosione di una supernova nel 1054, ha le dimensioni di 3 a.l. Ipotizzando la stessa velocità di espansione per Veil Nebula, che ha dimensioni di 50 a.l., quanti anni fa è avvenuta l’esplosione?
mercoledì 30 gennaio 2008
Densità di alcuni liquidi
(a 0°C, 1 atm)
Nome Densità (g/cm³)
Acqua 1.00
Acqua di mare 1.025
Alcool (etilico) 0.806
Benzina 0.68
Glicerina 1.261
Mercurio 13.6
Olio d'oliva 0.92
Olio di paraffina 0.8
Fonte: ishtar.df.unibo.it/mflu/tafel/densit.html
Nome Densità (g/cm³)
Acqua 1.00
Acqua di mare 1.025
Alcool (etilico) 0.806
Benzina 0.68
Glicerina 1.261
Mercurio 13.6
Olio d'oliva 0.92
Olio di paraffina 0.8
Fonte: ishtar.df.unibo.it/mflu/tafel/densit.html
martedì 22 gennaio 2008
Compiti I H fisica
Venerdì 25 gennaio 2008
Sul quaderno di casa
1. Calcola il perimetro e l'area del cortile della scuola utilizzando le dimensioni già misurate con la fettuccia metrica, applicando il metodo della propagazione degli errori.
2. Calcola la densità del sasso con il metodo della propagazione degli errori.
3. Esercizio n. 13 p. 83.
4. Test n. 11 p. 82, svolto come esercizio. Richiesta: calcola il volume del cubo.
5. Test n. 12 p. 82 svolto come esercizio.
Sabato 26 gennaio 2008
Sul quaderno di laboratorio
Relazione dal titolo: "Misura della densità di un sasso".All'interno della relazione confronta il valore ottenuto con quello medio della crosta continentale superficiale pari a (2,6+/-0,1) g/cm^3.
(fonte http://vulcan.fis.uniroma3.it/gnv/VULCANOLOGIA/globo.html)
Sul quaderno di casa
1. Calcola il perimetro e l'area del cortile della scuola utilizzando le dimensioni già misurate con la fettuccia metrica, applicando il metodo della propagazione degli errori.
2. Calcola la densità del sasso con il metodo della propagazione degli errori.
3. Esercizio n. 13 p. 83.
4. Test n. 11 p. 82, svolto come esercizio. Richiesta: calcola il volume del cubo.
5. Test n. 12 p. 82 svolto come esercizio.
Sabato 26 gennaio 2008
Sul quaderno di laboratorio
Relazione dal titolo: "Misura della densità di un sasso".All'interno della relazione confronta il valore ottenuto con quello medio della crosta continentale superficiale pari a (2,6+/-0,1) g/cm^3.
(fonte http://vulcan.fis.uniroma3.it/gnv/VULCANOLOGIA/globo.html)
Compiti fisica II H giovedì 24 gennaio 2008
Tema
Ripresa della discussione di martedì 22 gennaio. Svolgi il compito sul quaderno di laboratorio.
Descrivi il metodo della conoscenza indiretta (fede) attraverso alcuni esempi di circostanze in cui lo applichi abitualmente. Scrivi perchè lo ritieni o no un metodo razionale di conoscenza ed eventuali domande rimaste aperte.
Ripresa della discussione di martedì 22 gennaio. Svolgi il compito sul quaderno di laboratorio.
Descrivi il metodo della conoscenza indiretta (fede) attraverso alcuni esempi di circostanze in cui lo applichi abitualmente. Scrivi perchè lo ritieni o no un metodo razionale di conoscenza ed eventuali domande rimaste aperte.
Compiti V M mercoledì 23 gennaio
Matematica
E 111 n. 167,168
E 114 n. 194, 195, 196
E 116 n. 246, 247
E 117 n. 255, 256, 266, 267
Studiare p. 227 Teorema (con dimostrazione)
Fisica
Studiare pp. 96/99, pp. 110-111 (resistenze in serie e in parallelo, solo metodo M1); verifica sperimentale delle leggi di Ohm (appunti).
Calcola la resistività del nichel e della costantana.
Rivedere es. n. 4 p. 137, fare esercizio n. 5 p. 137, es. n. 18, 20 p. 137-138.
E 111 n. 167,168
E 114 n. 194, 195, 196
E 116 n. 246, 247
E 117 n. 255, 256, 266, 267
Studiare p. 227 Teorema (con dimostrazione)
Fisica
Studiare pp. 96/99, pp. 110-111 (resistenze in serie e in parallelo, solo metodo M1); verifica sperimentale delle leggi di Ohm (appunti).
Calcola la resistività del nichel e della costantana.
Rivedere es. n. 4 p. 137, fare esercizio n. 5 p. 137, es. n. 18, 20 p. 137-138.
martedì 15 gennaio 2008
Il cielo in un bicchiere II B H
Ad un bicchiere di acqua aggiungi qualche goccia di latte scremato. In una stanz buia illumina con una torcia il bicchiere dal fondo. Osserva il colore della miscela lateralmente e dall’alto. Cosa osservi?
lunedì 14 gennaio 2008
Ordini di grandezza delle dimensioni degli oggetti dell’Universo I I
10^0 m È l’ordine di grandezza della nostra altezza, della lunghezza delle nostre braccia e delle nostre gambe
10^3 m = 1 km Altezza della parete del Dente del Gigante (massiccio del Monte Bianco)
10^3 km = 10^6 m Lunghezza della catena dell’Himalaya
10^6 km = 10^9 m Diametro del Sole
10^9 km = 10^12 m Orbita di Saturno
10^12 km = 10^15 m = 0,1 a.l. Dimensioni della nube di Oort (estremi confini del sistema solare)
10^2 a.l. = 10^18 m Ammasso globulare (M13 in Hercules, fa parte dell’alone della Via Lattea)
10^5 a.l. = 10^21 m Galassia a spirale (M51 Whirlpool, la Via Lattea ha circa le stesse dimensioni)
10^8 a.l. = 10^24 m Ammasso di galassie (Coma cluster)
Alcuni oggetti della nostra galassia:
Eagle Nebula (regione di formazione stellare) 1 a.l.
Crab Nebula (resti di supernova) 3 a.l.
Veil Nebula (resti di supernova) 50 a.l.
Domande
1. Se rappresentiamo il Sole mediante una biglia di vetro, qual è l’ordine di grandezza dell’orbita di Saturno?
2. Se la nostra galassia è rappresentata da un disco del diametro di 10 m, quale dev’essere l’ordine di grandezza di un ammasso globulare? E di una regione di formazione stellare come la nebulosa dell’Aquila (Eagle Nebula)?
3. In un modello della Via Lattea, rappresenti il sistema solare come una macchia delle dimensioni di circa 1 cm; qual è l’ordine di grandezza del disco che rappresenta la galassia?
4. La Nebulosa del Granchio (Crab Nebula) è formata dai resti di una stella esplosa nel 1054 (supernova). Calcola la velocità con cui si espande la nebulosa in km/s.
10^3 m = 1 km Altezza della parete del Dente del Gigante (massiccio del Monte Bianco)
10^3 km = 10^6 m Lunghezza della catena dell’Himalaya
10^6 km = 10^9 m Diametro del Sole
10^9 km = 10^12 m Orbita di Saturno
10^12 km = 10^15 m = 0,1 a.l. Dimensioni della nube di Oort (estremi confini del sistema solare)
10^2 a.l. = 10^18 m Ammasso globulare (M13 in Hercules, fa parte dell’alone della Via Lattea)
10^5 a.l. = 10^21 m Galassia a spirale (M51 Whirlpool, la Via Lattea ha circa le stesse dimensioni)
10^8 a.l. = 10^24 m Ammasso di galassie (Coma cluster)
Alcuni oggetti della nostra galassia:
Eagle Nebula (regione di formazione stellare) 1 a.l.
Crab Nebula (resti di supernova) 3 a.l.
Veil Nebula (resti di supernova) 50 a.l.
Domande
1. Se rappresentiamo il Sole mediante una biglia di vetro, qual è l’ordine di grandezza dell’orbita di Saturno?
2. Se la nostra galassia è rappresentata da un disco del diametro di 10 m, quale dev’essere l’ordine di grandezza di un ammasso globulare? E di una regione di formazione stellare come la nebulosa dell’Aquila (Eagle Nebula)?
3. In un modello della Via Lattea, rappresenti il sistema solare come una macchia delle dimensioni di circa 1 cm; qual è l’ordine di grandezza del disco che rappresenta la galassia?
4. La Nebulosa del Granchio (Crab Nebula) è formata dai resti di una stella esplosa nel 1054 (supernova). Calcola la velocità con cui si espande la nebulosa in km/s.
mercoledì 19 dicembre 2007
Rutherford e l’esperimento delle particelle alfa
La particolarità di Rutherford consisteva nell'esser dotato di grandissimo spirito di osservazione e sempre pronto a cogliere effetti imprevisti. II più spettacolare degli effetti imprevisti di cui parliamo fu ottenuto nel 1909 da due collaboratori di Rutherford, Geiger e Marsden, mentre bombardavano una foglia d'oro con particelle alfa.
[Descrizione dell’esperimento e deduzioni ipotesi sulla struttura dell’atomo]
L'esperimento condotto da Geiger e Marsden era diretto a scoprire qualcosa sulle particelle alfa e non sulla foglia d'oro, e prima di questo inatteso risultato Rutherford non aveva alcuna ipotesi di lavoro circa la struttura dell'atomo. Lo dissi una volta a Karl Popper, adducendolo come argomento contro il metodo ipotetico deduttivo, i cui fautori asseriscono che la scienza avanza formulando in primo luogo delle ipotesi, e poi studiando esperimenti atti a verificarle, piuttosto che col metodo induttivo, consistente nel far derivare le teorie dall'esperienza, dall'osservazione. Popper mi replicò che né Geiger né Marsden erano stati capaci di desumere una teoria sulla struttura dell'atomo dalle loro osservazioni, e che quindi la teoria non era implicita nelle osservazioni, ma era stata invece il frutto dell'eccezionale intuito di Rutherford nel campo della fisica. Ma ora ho appreso che anche a Rutherford la verità non balenava nella mente come una folgore: gli occorsero in questo caso otto mesi per elaborare la sua teoria sulla struttura dell'atomo, il che dimostra che ebbe bisogno di qualcosa di più delle semplici osservazioni.
Max Perutz, È necessaria la scienza?, Garzanti, Milano, 1989
[Descrizione dell’esperimento e deduzioni ipotesi sulla struttura dell’atomo]
L'esperimento condotto da Geiger e Marsden era diretto a scoprire qualcosa sulle particelle alfa e non sulla foglia d'oro, e prima di questo inatteso risultato Rutherford non aveva alcuna ipotesi di lavoro circa la struttura dell'atomo. Lo dissi una volta a Karl Popper, adducendolo come argomento contro il metodo ipotetico deduttivo, i cui fautori asseriscono che la scienza avanza formulando in primo luogo delle ipotesi, e poi studiando esperimenti atti a verificarle, piuttosto che col metodo induttivo, consistente nel far derivare le teorie dall'esperienza, dall'osservazione. Popper mi replicò che né Geiger né Marsden erano stati capaci di desumere una teoria sulla struttura dell'atomo dalle loro osservazioni, e che quindi la teoria non era implicita nelle osservazioni, ma era stata invece il frutto dell'eccezionale intuito di Rutherford nel campo della fisica. Ma ora ho appreso che anche a Rutherford la verità non balenava nella mente come una folgore: gli occorsero in questo caso otto mesi per elaborare la sua teoria sulla struttura dell'atomo, il che dimostra che ebbe bisogno di qualcosa di più delle semplici osservazioni.
Max Perutz, È necessaria la scienza?, Garzanti, Milano, 1989
Iscriviti a:
Post (Atom)



