mercoledì 17 febbraio 2010

Le misure di densità e noi

La discussione tenuta in classe sabato 13 è partita dalla constatazione che l'esito in gran parte positivo delle misure di densità di liquidi e dell'acciaio ci ha fatto contenti. Perché, se l'esito era in qualche modo scontato? Si è risposto: perché ci siamo riusciti con strumenti che ci apparivano inadeguati, perché è stata un'esperienza nostra e non qualcosa di studiato su un libro.
Poi abbiamo proseguito la riflessione mediante alcune citazioni di scienziati.

Ma anche quando si tratta della risposta alla nostra precisa domanda, anche quando la preda catturata è proprio quella che stavamo inseguendo, l’evento della scoperta porta con sé novità e sorpresa.
Marco Bersanelli, Mario Gargantini

Non potete immaginare la felicità, il giubilo, la gioia di quei momenti in cui si riesce ad entrare all'interno di questo dialogo con la natura. Penso che sia questo ciò che c'è di più profondo nella scienza: la sorpresa di essere in grado di porre realmente delle domande alla natura. Quando si fanno bene queste domande, al momento giusto, la natura risponde.
Xavier Le Pichon

Questa legge è stata chiamata la "più grande generalizzazione compiuta dalla mente umana", e già dalla mia introduzione potete immaginare che sono interessato non tanto alla mente umana, quanto alla meraviglia di una natura che può obbedire ad una legge tanto elegante e semplice come questa legge di gravitazione. Perciò ci concentreremo soprattutto non tanto sulla nostra abilità nel trovarla, ma sull'abilità della natura nell'obbedirvi.
Richard Feynman

lunedì 18 gennaio 2010

Contributo sulla discussione sugli allenatori di serie A

"I miei genitori e i miei allenatori mi hanno dato più abbracci che bastonate. Chi non è amato non può vivere e del resto si possono dare bastonate senza alzare la voce. (...) Io sono qui grazie a lui [Capello]. Galliani non mi voleva. Capello invece mi ha dato tanto amore nella stagione in cui siamo arrivati decimi e da tutte le parti piovevano bastonate."
Leonardo, Corriere della sera, 10 gennaio 2010

domenica 17 gennaio 2010

Compiti V D Martedì 19 gennaio 2010

Matematica
Studiare pp. V14/V18 (derivata del prodotto, del quoziente, della tangente).
Esercizio. Calcolare la derivata della funzione reciproca (V16) utilizzando la regola del quoziente.
Esercizi n. 112, 113, 114, 147, 148, 149, 327, 328, 329 a p. V52 e successive.
Prepararsi per interrogazioni su tutto l'argomento derivate.

Fisica
Studiare p. 256 (L'esperienza di Faraday)
Esercizi n. 7 e 11 a pp. 276-277
Comprensione del testo pp. 284-285

lunedì 11 gennaio 2010

L'esperimento di Oersted

Compiti V D martedì 12 dicembre

Matematica
Studiare pp. V2/V5
Esercizi:
calcola la retta tangente alla funzione di equazione y=f(x) nel punto x0 indicato:
y= e^x ("e elevato a x"), x0= 0
y=lnx ("logaritmo naturale di x"), x0= 1

Fisica
Studiare pp. 251/255 a metà.
Lettura sull'esperimento di Oersted contenuta nel post successivo.

mercoledì 16 dicembre 2009

Compiti IV B giovedì 17 dicembre 2009

Polarizzazione es. n. 29 e 30 a pag. 278 ? (non sono sicuro della pagina)

Diffrazione da una fenditura es. n. 26,28 e 29 a pag. 278 ? (idem come sopra, qualche esercizio dovrebbe già essere stato assegnato), n. 11 a pag. 283

Interferenza es. n. 19, 20 e 21 a pag. ? (idem come sopra, qualche esercizio dovrebbe già essere stato assegnato)

Sulla pagina assegnata sulla rifrazione:
Durante una immersione subacquea a quale distanza è visto un oggetto che si trova alla distanza reale di 1,00 m? Se ha le dimensioni di 40 cm quanto vale l'ingrandimento angolare?

lunedì 30 novembre 2009

Compiti V D martedì 1 dicembre

Matematica
Riprendere esercizi già assegnati, esercitarsi sulle tipologie già ripassate nelle ultime lezioni (problemi di ottimo, aree, progressioni), riprendere esecizi alle pagg. U234, U235, U228, U229.
Sulla continuità
Es. n. 663, 664, 665 a pag. U200, es. guida n. 682 e 683 U202.
Fisica
Studiare da pag.156 a pag.165 escluso paragrafo 4. e pagg.162,163. tracciare un grafico dei due insiemi di dati prelevati in laboratorio. Es. n. 15 e 16 a pag. 185.

martedì 24 novembre 2009

Problemi di matematica V D

1. Scrivi 0,(6) come serie geometrica, calcolane la somma e verifica che si tratta della sua frazione generatrice.

2. Es. 15 d. dalla fotocopia

3. Trovare due numeri per i quali la somma sia s e il prodotto massimo.

4. Determinare l'area della regione finita di piano compresa tra la semicirconferenza di centro O e raggio 2 e la parabola di equazione y=x^2-4.

mercoledì 18 novembre 2009

Trattazioni sintetiche V D

1. Spiega cosa si intende per "gabbia di Faraday", di quali proprietà gode e perché. (max 10 rr)

2. Dato un conduttore sferico carico positivamente descrivi il campo elettrico e il potenziale: a) all'interno, b) sulla superficie, e c) all'esterno del conduttore. (10 rr., utilizza la rappresentazione grafica)

3. Due sferette metalliche 1 e 2 sono tali che 1 ha raggio doppio di 2; sono collegate tra loro da un sottile filo conduttore di capacità trascurabile. Su 2 viene deposta una carica +Q. Spiega qual è il potenziale delle due sferette e quale frazione della carica +Q viene a trovarsi sull'una e sull'altra. Cosa succede se il filo che le collega viene tagliato?

4. Quali prove sperimentali puoi portare per motivare che la carica in eccesso si dispone sulla superficie di un conduttore e che il cmpo elettrico all'interno è nullo? (max 15 rr.)

lunedì 16 novembre 2009

Compiti V D martedì 17 novembre

Matematica
Studiare da U211 a U222 i seguenti argomenti: definizione, rappresentazione per enumerazione, rappresentazione analitica, tutto il paragrafo 2 Il limite di una successione, Progressioni aritmetiche definizione, Progressioni geometriche definizione e i due teoremi seguenti (già affrontati per calcolare l'area del segmento parabolico).
Esercizi
U228 e ss. 12,13,79,86,90,96; U244 n.21 (vedi testo es. 19)

Fisica
Studiare tutto quanto contenuto da pag. 127 a pag.132 escluso "Elettrometro".
Esercizi dettati in laboratorio.

mercoledì 11 novembre 2009

Ipotesi percorso fisica V D

MODULO 1. ELETTROSTATICA (15 SETTEMBRE- 15 NOVEMBRE)
Effetti elettrici. Interpretazione corpuscolare dell’elettricità. Elettrizzazione per strofinio, per contatto e per induzione. Conduttori ed isolanti. Elettroforo di Volta. Conservazione della carica elettrica.
La legge di Coulomb. Una verifica della legge di Coulomb tramite una bilancia a molla (video PSSC). Cenno all’esperimento storico di Coulomb. La costante di Coulomb e una prima definizione di Coulomb. La polarizzazione degli isolanti.
Il campo elettrico.
Il problema dell’interazione istantanea a distanza. Il concetto di campo elettrico. La forza elettrostati F= qE. Campo elettrico generato da una carica puntiforme. Principio di sovrapposizione. Rappresentazione del campo elettrico mediante le linee di campo. Flusso di un campo vettoriale attraverso una superficie piana. Teorema di Gauss. Applicazioni del teorema di Gauss: campo elettrico generato da un piano indefinito di carica e da una sfera carica.
Energia potenziale elettrica e potenziale elettrico
Ripresa dell’analogia tra forza gravitazionale e forza di Coulomb: energia potenziale gravitazionale, la forza elettrostatica è conservativa, energia potenziale elettrica.. Lavoro della forza elettrostatica e differenza di energia potenziale. Il potenziale elettrico. Superfici equipotenziali. Moto spontaneo delle cariche elettriche. Relazione tra campo e potenziale elettrici. Circuitazione di un campo vettoriale. Circuitazione del campo elettrostatico.
Modelli atomici
L’atomo di Thomson. L’esperimento di Rutherford. Il modello nucleare di atomo. L’esperimento di Millikan e la quantizzazione della carica.
Analogia tra il campo elettrico e il campo gravitazionale.
Definizione di campo gravitazionale. Flusso e circuitazione del campo gravitazionale. Alcune applicazioni astronomiche e cosmologiche: calcolo della massa di una galassia e della densità critica dell’Universo.
Conduttori in equilibrio elettrostatico.
Localizzazione della carica in conduttore in equilibrio elettrostatico, potenziale e campo elettrico sulla superficie e all’interno di un conduttore in equilibrio elettrostatico: deduzione teorica e verifica sperimentale. Campo elettrico e potenziale all’esterno di un conduttore carico in equilibrio elettrostatico. Il conduttore sferico. Teorema di Coulomb e il potere dispersivo delle punte. La capacità di un conduttore sferico. Il condensatore. Il condensatore a facce piane e parallele. Condensatori in serie e in parallelo. L’energia immagazzinata in un condensatore.
MODULO 2. LA CORRENTE ELETTRICA CONTINUA (15 NOVEMBRE- 10 DICEMBRE)
Solidi conduttori ed isolanti. Il “gas” di elettroni. Velocità di deriva degli elettroni. Effetto termoionico. Intensità di corrente. Una prima definizione di ampere. Leggi di Ohm. Resistività elettrica. Resistività e temperatura. Cenni ai superconduttori. Resistenze in serie e in parallelo. Effetto Joule. Potenza dissipata in un conduttore. Campo elettromotore e generatori di corrente. Carica e scarica di un condensatore. Effetto Volta. La termocoppia. Cenni alla conduzione nei liquidi e nei gas.
MODULO 3. IL CAMPO MAGNETICO (10 DICEMBRE- 15 FEBBRAIO)
Il campo magnetico
Effetti magnetici. Le evidenze di una separazione tra effetti elettrici e magnetici. L’esperimento di Oersted. L’interpretazione di Ampere dell’esperimento di Oersted. La legge dell’inverso del quadrato della distanza per l’interazione tra correnti elettriche. La definizione di ampere. Il concetto di campo magnetico. La definizione operativa di campo magnetico. Il campo generato da un filo rettilineo, da una spira, da un solenoide. Il flusso e circuitazione del vettore campo magnetico. Il campo B non è conservativo.
L’interazione tra campo magnetico e cariche e correnti.
La forza di Lorentz. Il moto di una carica in un campo magnetico. L’interazione tra il campo magnetico terrestre e il vento solare. L’esperimento di Thomson. L’interazione tra campo magnetico e corrente elettrica. L’interazione tra fili rettilinei dedotta con il campo elettrico. Azione del campo magnetico su una spira percorsa da corrente. Momento magnetico di una spira percorsa da corrente. Momento magnetico atomico. Cenni sul magnetismo della materia.
MODULO 4. INDUZIONE ELETTROMAGNETICA (15 FEBBRAIO-30 APRILE)
L’induzione elettromagnetica.
La legge di Faraday. La legge di Lenz; interpretazione della legge di Lenz in termini di conservazione dell’energia. La non conservatività del campo elettromotore indotto. Coefficiente di autoinduzione di un circuito. Energia associata ai campi elettrico e magnetico.
Le onde elettromagnetiche
Un paradosso. La corrente di spostamento. Campo magnetico e campo elettrico variabili. La previsione delle onde elettromagnetiche. L’esperimento di Hertz. Generazione delle onde elettromagnetiche. Energia e quantità di moto. Lo spettro elettromagnetico.
MODULO 5. RELATIVITÀ RISTRETTA E FISICA QUANTISTICA (MAGGIO)
Relatività ristretta
Il problema dell’etere. Cenni all’esperimento di Michelson e Morley. I postulati della relatività ristretta. Relatività della simultaneità. Dilatazione dei tempi e contrazione delle lunghezze. L’invariante relativistico spazio-temporale. La legge relativistica di composizione delle velocità. La velocità limite. Quantità di moto relativistica. Massa ed energia.
Fisica quantistica
Problemi aperti nella fisica di fine dell’Ottocento. Il problema della radiazione termica. L’ipotesi di Planck. L’effetto fotoelettrico; l’ipotesi di Einstein dei quanti di energia. L’effetto Compton. L’atomo di Bohr. L’esperimento di Franck ed Hertz. De Broglie e l’estensione del dualismo onda - corpuscolo alla materia. Interferenza con elettroni.

venerdì 6 novembre 2009

Segmento circolare e settore circolare

Settore circolare
Un settore circolare è ciascuna delle due parti in cui un cerchio risulta diviso da un angolo al centro.
Area del settore circolare
Area di un settore circolare si può calcolare con la seguente proporzione:
angolo al centro(in rad) : 2 pi greco = area del settore : area del cerchio
angolo al centro(in gradi) : 360°= area del settore : area del cerchio
Segmento circolare
Un segmento circolare è ciascuna delle due parti in cui un cerchio risulta divicso da una sua corda.

Problemi di ottimo V D

V D compiti per martedì 10 novembre

Da aggiungere a quelli precedentemente assegnati:
1. Tra tutti i rettangoli equivalenti, trovare quello di minimo perimetro.
2. Un segmento AB=1 è diviso da un punto C in due parti, su ciascuna delle quali si costruisce un semicerchio. Per quale posizione di C l'area della figura somma dei due semicerchi è minima? Verificare che l'area ottenuta è effettivamente minore di quella che si sarebbe ottenuta per C coincidente con A.
3. Determinare un numero x non negativo in modo che sia minima la differenza tra il suo quadrato e il suo triplo.

Area del segmento parabolico V D

sabato 31 ottobre 2009

Esempio di relazione di laboratorio I H

Il principio di relatività in Buridano e Galileo III I

Giovanni Buridano (1295 circa-1358)
Benché a noi sembri che la Terra sulla quale viviamo sia in quiete, e il Sole ruoti intorno a noi sulla sua sfera, potrebbe essere vero anche il contrario, poiché i fenomeni celesti osservati rimarrebbero gli stessi. Se la Terra ruotasse, noi non ci accorgeremmo del suo moto rotatorio. La situazione sarebbe analoga a quella di una persona che si trovasse su una nave in movimento mentre questa sta sorpassando un’altra nave ferma. Se l’osservatore sulla nave in movimento immagina di essere in quiete, l’altra nave, che è realmente in quiete, gli apparirà in movimento. In modo analogo, se il Sole fosse effettivamente in quiete e la Terra ruotasse intorno a lui, noi avremmo la percezione opposta.


Galileo Galilei (1564-1642)
Rinserratevi con qualche amico nella maggiore stanza che sia sotto coverta di alcun gran naviglio, e quivi fate d'aver mosche, farfalle e simili animaletti volanti: siavi anco un gran vaso d'acqua, e dentrovi de' pescetti; sospendasi anco in alto qualche secchiello, che a goccia a goccia vada versando dell'acqua in un altro vaso di angusta bocca che sia posto a basso; e stando ferma la nave, osservate diligentemente come quelli animaletti volanti con pari velocità vanno verso tutte le parti della stanza. [..] Osservate che avrete diligentemente tutte queste cose, benché niun dubbio ci sia mentre il vascello sta fermo non debbano succedere così: fate muovere la nave con quanta si voglia velocità; ché (pur di moto uniforme e non fluttuante in qua e in là) voi non riconoscerete una minima mutazione in tutti li nominati effetti; né da alcuno di quelli potrete comprendere se la nave cammina, o pure sta ferma.
(Dialogo sui massimi sistemi del mondo)

Schema per la relazione di laboratorio I H

1. Titolo dell’esperimento Deve essere breve (una riga, due al massimo) e deve servire a inquadrare il tipo di misura.
2. Scopo Descrivi sinteticamente gli obiettivi dell’esperimento (quattro-cinque righe al massimo).
3. Strumenti e materiali Compila un elenco andando a capo degli strumenti e dei materiali utilizzati indicandone le caratteristiche (sensibilità, portata, …). Qualora gli strumenti siano utilizzati per la prima volta, correda l’elenco con un disegno e l’indicazione delle parti più significative.
4. Procedimento Descrivi l’apparato sperimentale riferendoti ad un disegno schematico dello stesso, riporta le operazioni eseguite utilizzando un linguaggio appropriato, introduci notazioni opportune per le grandezze misurate (ad. es. l, t ed m rispettivamente per lunghezza, tempo e massa, usando il pedice per distinguere le misure omogenee: m1, m2, …). Valuta l’incertezza assoluta attribuita alle misure dirette motivando la tua scelta, soprattutto quando tale incertezza è diversa dalla sensibilità dello strumento.
5. Risultati della misura Esponi i risultati qualitativi e quantitativi della misura in modo ordinato e chiaro, indicando le grandezze con le notazioni introdotte nel paragrafo precedente, ricorrendo nel caso di molti dati all’uso di tabelle che rechino nell’intestazione delle colonne il simbolo e l’unità di misura della grandezza. Calcola l’incertezza relativa (percentuale) della misura finale.
6. Elaborazione dei dati Esponi il metodo di elaborazione ed esegui i calcoli (valore medio, semidispersione, …) e i grafici necessari (questi ultimi su carta millimetrata).
7. Valutazione degli errori Nel caso in cui avessi eseguito la misura di una grandezza il cui valore è riportato nelle tabelle del libro, di manuali di laboratorio o reperibili nel web (valore tabulato), è opportuno valutare lo scarto percentuale del risultato ottenuto a fronte del valore tabulato mediante la relazione:
scarto %= mod(valore misurato-valore tabulato)*100/valore tabulato

8. Conclusioni e commenti Dedica un certo spazio alle tue impressioni personali (gioia, soddisfazione, sorpresa, …), dandone ragione.
Aggiungi poi le interpretazioni conclusive sulla misura realizzata, valutando se gli obiettivi che ci si era proposti di ottenere sono stati effettivamente raggiunti e fornendo un tentativo di spiegazione di eventuali inconvenienti che si fossero verificati.
Individua i quesiti irrisolti e i fatti rimasti senza spiegazione convincente.