Problemi
1. Mostra che le seguenti affermazioni sono equivalenti:
a. per tre punti non allineati passa uno ed un solo piano;
b. per una retta ed un punto esterno ad essa passa uno ed un solo piano.
2. Dimostra che la facce laterali di una piramide regolare sono triangoli isosceli.
3. Es. n. 6 a pag. 70 pi greco
4. Assegnato un rettangolo ABCD, dove sia AB= 6 e BC= 10. Dal punto medio M del lato AB si conduca il segmento VM = 4 perpendicolare ad BC. Dimostra che i triangoli VBC e VAD sono rettangoli rispettivamente in B e A e che il triangolo VCD è isoscele sulla base CD. Calcola la superficie totale della piramide VABCD. Conduci poi per N, punto medio di VM, un piano pi greco parallelo a quello della base ABCD. Dette A’, B’, C’ e D’ le intersezioni tra pi greco e gli spigoli laterali della piramide, calcola la superficie della piramide VA’B’C’D’.
5. Es. 246 lettera a) Q140.
6. Es. 265 Q144.
7. Es. n. 304 Q148.
8. Un triangolo ABC ha il lato AB= 3a e l’altezza CH = a ad esso relativa che lo divide in due parti una doppia dell’altra. Calcolare la tangente trigonometrica degli angoli del triangolo. Un triangolo MNP è equivalente a quello assegnato e due suoi lati hanno misure 2a e 3a; calcolare l’angolo compreso tra i lati assegnati e la misura del terzo lato.
9. Sia AB= r*radice(2) la corda di una circonferenza di raggio r. Preso un punto P sul minore dei due archi AB, indicare con H la sua proiezione sulla tangente alla circonferenza in B. Determinare per quali posizioni di P è soddisfatta la relazione 2HP-HB> 0. [Sugg.: poni PBA (angolo)= x].
Equazioni e disequazioni
Es. n. 162, 176, 313, 322, 553, 554, 556, 562, 575, 636 Q42 e ss.
sabato 31 dicembre 2011
lunedì 19 dicembre 2011
Compiti IV H 20 dicembre 2011
Studiare da pag. 23 pi greco a 25 pi greco.
Es. n. 38, 39, 40, 41, 42 a 73-74 pi greco.
Es. n. 38, 39, 40, 41, 42 a 73-74 pi greco.
mercoledì 7 dicembre 2011
V I compiti per giovedì 15 dicembre 2011
Studiare da pag. 902 a pag. 911
Nota che a pag. 905 il libro tratta il prodotto vettoriale esattamente come lo abbiamo fatto noi.
Impara la regola della mano destra così come è esposta nel libro (contrariamente a quanto detto nella lezione di sabato 3).
Studia tutto anche quanto non è stato spiegato (ad esempio il selettore di velocità).
Alla fine del capitolo trovi anche alcune informazioni sulle traiettorie delle particelle del vento solare nel campo magnetico terrestre.
Svolgi gli esercizi n. 18, 22 (completare),61, 62 (completare), 63, 64, 85, 86 a pag. 932 e ss.
Svolgi il compito del 26 novembre 2011 pubblicato nel post successivo.
Rielabora i tuoi appunti e cerca informazioni su almeno uno degli esperimenti dei Laboratori del Gran Sasso.
Nota che a pag. 905 il libro tratta il prodotto vettoriale esattamente come lo abbiamo fatto noi.
Impara la regola della mano destra così come è esposta nel libro (contrariamente a quanto detto nella lezione di sabato 3).
Studia tutto anche quanto non è stato spiegato (ad esempio il selettore di velocità).
Alla fine del capitolo trovi anche alcune informazioni sulle traiettorie delle particelle del vento solare nel campo magnetico terrestre.
Svolgi gli esercizi n. 18, 22 (completare),61, 62 (completare), 63, 64, 85, 86 a pag. 932 e ss.
Svolgi il compito del 26 novembre 2011 pubblicato nel post successivo.
Rielabora i tuoi appunti e cerca informazioni su almeno uno degli esperimenti dei Laboratori del Gran Sasso.
IV H compiti per venerdì 9 dicembre 2011
Fisica
Studia “Equivalenza degli enunciati di Clausius e Kelvin” pp. 576/577;
Svolgi i seguenti esercizi:
1. Esercizio dettato. Calcola la variazione di entropia di una stanza (temperatura dell’aria= 20°C) in cui si trova un congelatore (coefficiente di prestazione= 4), quando esso trasforma 0,5 litri di acqua a temperatura ambiente (20°C) in ghiaccio alla temperatura di -15°C. (Il calore specifico dell’acqua e del ghiaccio e il calore latente di solidificazione li trovi a pag. 496 e pag. 540).
2. Facendo riferimento ai dati e alla figura dell’esercizio n. 36 a pag. 596, a) calcola il lavoro eseguito in un ciclo, percorso in senso orario, formato dalle trasformazioni 1, 2 e 5 (devi cambiare il verso di 5). b) Calcola inoltre il lavoro, la variazione di energia interna e il calore scambiato in ciascuna trasformazione.
3. Es. n. 55 a pag. 597
Matematica
Svolgi gli esercizi n. 516 e 536 sulla base dell’esercizio guida n. 514 a pag. 68Q e seguenti.
Dai una definizione di retta perpendicolare ad un piano.
Studia “Equivalenza degli enunciati di Clausius e Kelvin” pp. 576/577;
Svolgi i seguenti esercizi:
1. Esercizio dettato. Calcola la variazione di entropia di una stanza (temperatura dell’aria= 20°C) in cui si trova un congelatore (coefficiente di prestazione= 4), quando esso trasforma 0,5 litri di acqua a temperatura ambiente (20°C) in ghiaccio alla temperatura di -15°C. (Il calore specifico dell’acqua e del ghiaccio e il calore latente di solidificazione li trovi a pag. 496 e pag. 540).
2. Facendo riferimento ai dati e alla figura dell’esercizio n. 36 a pag. 596, a) calcola il lavoro eseguito in un ciclo, percorso in senso orario, formato dalle trasformazioni 1, 2 e 5 (devi cambiare il verso di 5). b) Calcola inoltre il lavoro, la variazione di energia interna e il calore scambiato in ciascuna trasformazione.
3. Es. n. 55 a pag. 597
Matematica
Svolgi gli esercizi n. 516 e 536 sulla base dell’esercizio guida n. 514 a pag. 68Q e seguenti.
Dai una definizione di retta perpendicolare ad un piano.
lunedì 28 novembre 2011
Macchina di Newcomen
Per una schema di funzionamento della macchina di Newcomen cerca in wikipedia .
IV H Il frigorifero
Il principio di funzionamento di un frigorifero è il seguente.
Il fluido operatore, detto anche refrigerante, entra nella valvola di espansione ad una pressione che, per esempio, può essere di 808 kPa, realizzata grazie ad un compressore elettromeccanico, ne fuoriesce ad una pressione di poco superiore a quella atmosferica (120 kPa) compiendo un'espansione adiabatica; nell’espansione il gas si raffredda; la sua temperatura può passare, per esempio, da circa 30 °C a -25 °C.
Il fluido freddo entra nell’evaporatore, una serpentina fredda disposta all’interno del frigorifero, dove evapora assorbendo calore dal sistema da raffreddare (espansione isobara e isoterma).
Successivamente raggiunge l’ingresso a bassa pressione del compressore. In uscita dal compressore la pressione e la temperatura del fluido crescono (compressione adiabatica).
Il fluido caldo attraversa il condensatore, la serpentina calda disposta sulla parete posteriore del frigorifero, dove passa dallo stato di vapore denso allo stato liquido cedendo calore all’ambiente esterno (compressione isobara e isoterma) e preraffreddandosi prima di rientrare nella valvola di espansione.
Il ciclo quindi si ripete.
Avvengono trasformazioni contemporaneamente isoterme e isopare poiché il fluido non è un gas perfetto.
lunedì 14 novembre 2011
mercoledì 9 novembre 2011
Compiti IV H giovedì 10 novembre 2011
Es. n. 199, 263, 265, 332 a O121 e ss.
Es. n. 261, 262, 268, 296 a Q51 e ss.
Es. n. 261, 262, 268, 296 a Q51 e ss.
lunedì 7 novembre 2011
II H Svolgimento del compito di fisica del 21 ottobre 2011
1. In figura il raggio incidente i, il raggio riflesso i’ e il raggio rifratto r’.
Passando dal mezzo 1 al mezzo 2 il raggio si allontana dalla perpendicolare alla superficie di separazione dei due mezzi, pertanto, per la seconda legge della rifrazione espressa in modo qualitativo, il mezzo 1 è più denso (otticamente) del mezzo 2.
2. a) Sulla base della sola osservazione dei raggi non è possibile stabilire da dove proviene il raggio per la legge di invertibilità del cammino ottico. Infatti essa afferma che se la luce passa da un mezzo * a un mezzo #, formando un angolo di incidenza uguale a i e un angolo di rifrazione uguale ad r, allora quando passa da # a * farà il cammino inverso con un angolo di incidenza uguale a r e un angolo di rifrazione uguale ad i. b) E’ possibile invece stabilire quale dei due è più denso: [fila A] poiché il raggio in * è più vicino alla normale rispetto al raggio in #, affermiamo che * è più denso (otticamente) di # ; [fila B] poiché il raggio in # è più vicino alla normale rispetto al raggio in *, affermiamo che # è più denso (otticamente) di *.
3. Nello schema della eclissi, la Luna va collocata sensibilmente più vicino alla Terra, in modo che il suo cono d’ombra investa una porzione maggiore della superficie terrestre. A) Falso: la minore distanza tra Terra e Luna permette ugualmente che avvengano eclissi parziali come è possibile notare nella figura precedente, semmai la zona di penombra è meno estesa rispetto alla situazione attuale; b) Vero: oggi l’eclissi anulare avviene solo quando la Luna è in apogeo (posizione di massima distanza dalla Terra), in essa il cono d’ombra della Luna non raggiunge la Terra, mentre nelle eclissi totali la raggiunge oscurando una ristretta porzione della superficie terrestre; milioni di anni fa, quando Sole, Luna e Terra erano allineati, il cono d’ombra del nostro satellite investiva sempre la Terra, pertanto avvenivano solo eclissi totali e mai anulari.
4. a) [Disegno] b) Il raggio incidente sull’intercapedine di aria provenendo dal vetro viene rifratto allontanandosi dalla perpendicolare alla superficie di separazione, poi viene rifratto nuovamente passando dall’aria al vetro avvicinandosi alla normale. Per la legge di invertibilità del cammino ottico già enunciata in 2.a) il raggio incidente e il raggio emergente sono paralleli.
5. Occorre ripetere due volte una costruzione come quella riportata nel libro di testo a pag. 218. Rispettando la seconda legge delle rifrazione e associando un angolo di rifrazione maggiore ad angolo di incidenza maggiore, di uno stesso punto della riga si ottengono due immagini una a minore profondità dell'altra.
Passando dal mezzo 1 al mezzo 2 il raggio si allontana dalla perpendicolare alla superficie di separazione dei due mezzi, pertanto, per la seconda legge della rifrazione espressa in modo qualitativo, il mezzo 1 è più denso (otticamente) del mezzo 2.
2. a) Sulla base della sola osservazione dei raggi non è possibile stabilire da dove proviene il raggio per la legge di invertibilità del cammino ottico. Infatti essa afferma che se la luce passa da un mezzo * a un mezzo #, formando un angolo di incidenza uguale a i e un angolo di rifrazione uguale ad r, allora quando passa da # a * farà il cammino inverso con un angolo di incidenza uguale a r e un angolo di rifrazione uguale ad i. b) E’ possibile invece stabilire quale dei due è più denso: [fila A] poiché il raggio in * è più vicino alla normale rispetto al raggio in #, affermiamo che * è più denso (otticamente) di # ; [fila B] poiché il raggio in # è più vicino alla normale rispetto al raggio in *, affermiamo che # è più denso (otticamente) di *.
3. Nello schema della eclissi, la Luna va collocata sensibilmente più vicino alla Terra, in modo che il suo cono d’ombra investa una porzione maggiore della superficie terrestre. A) Falso: la minore distanza tra Terra e Luna permette ugualmente che avvengano eclissi parziali come è possibile notare nella figura precedente, semmai la zona di penombra è meno estesa rispetto alla situazione attuale; b) Vero: oggi l’eclissi anulare avviene solo quando la Luna è in apogeo (posizione di massima distanza dalla Terra), in essa il cono d’ombra della Luna non raggiunge la Terra, mentre nelle eclissi totali la raggiunge oscurando una ristretta porzione della superficie terrestre; milioni di anni fa, quando Sole, Luna e Terra erano allineati, il cono d’ombra del nostro satellite investiva sempre la Terra, pertanto avvenivano solo eclissi totali e mai anulari.
4. a) [Disegno] b) Il raggio incidente sull’intercapedine di aria provenendo dal vetro viene rifratto allontanandosi dalla perpendicolare alla superficie di separazione, poi viene rifratto nuovamente passando dall’aria al vetro avvicinandosi alla normale. Per la legge di invertibilità del cammino ottico già enunciata in 2.a) il raggio incidente e il raggio emergente sono paralleli.
5. Occorre ripetere due volte una costruzione come quella riportata nel libro di testo a pag. 218. Rispettando la seconda legge delle rifrazione e associando un angolo di rifrazione maggiore ad angolo di incidenza maggiore, di uno stesso punto della riga si ottengono due immagini una a minore profondità dell'altra.
lunedì 24 ottobre 2011
mercoledì 19 ottobre 2011
mercoledì 5 ottobre 2011
mercoledì 21 settembre 2011
Compiti II H giovedì 22 settembre 2011
Esercizi.
1. Vuoi infilare una barra di acciaio in un anello di alluminio. A 10°C il diametro interno dell'anello è 4,000 cm e quello della barra è 4,040 cm.
a)Per fare in modo che la barra si infili, l'anello dovrà essere riscaldato oppure raffreddato? Spiega il perché.
b)Calcola la temperatura dell'anello nel momento in cui riesci a infilarci la barra, che rimane sempre a 10,0 °C.
2. Un piatto di ottone ha un foro circolare il cui diametro è leggermente più piccolo del diametro di una palla di alluminio. La palla e il piatto vengono mantenuti sempre alla stessa temperatura.
a) La temeratura deve essere aumentata o diminuita per consentire alla palla di passare attraverso il foro?
b)Quale tra le seguenti è la spiegazione migliore per la risposta?
1) Al variare della temperatura la palla di alluminio varia il suo diametrio di più del piatto di ottone, quindi la temperatura dev'essere diminuita.
2) Cambiare la temperatura non cambia il fatto che la palla è più larga del foro.
3) Scaldando il piatto si allarga il foro e ciò permette alla palla di attraversarlo.
1. Vuoi infilare una barra di acciaio in un anello di alluminio. A 10°C il diametro interno dell'anello è 4,000 cm e quello della barra è 4,040 cm.
a)Per fare in modo che la barra si infili, l'anello dovrà essere riscaldato oppure raffreddato? Spiega il perché.
b)Calcola la temperatura dell'anello nel momento in cui riesci a infilarci la barra, che rimane sempre a 10,0 °C.
2. Un piatto di ottone ha un foro circolare il cui diametro è leggermente più piccolo del diametro di una palla di alluminio. La palla e il piatto vengono mantenuti sempre alla stessa temperatura.
a) La temeratura deve essere aumentata o diminuita per consentire alla palla di passare attraverso il foro?
b)Quale tra le seguenti è la spiegazione migliore per la risposta?
1) Al variare della temperatura la palla di alluminio varia il suo diametrio di più del piatto di ottone, quindi la temperatura dev'essere diminuita.
2) Cambiare la temperatura non cambia il fatto che la palla è più larga del foro.
3) Scaldando il piatto si allarga il foro e ciò permette alla palla di attraversarlo.
Compiti V I giovedì 22 settembre 2011
Compiti aggiunti a quelli dettati in classe.
Studiare "Il flusso del campo elettrico" pp. 809-810.
Es. n. 54 p.821.
Studiare "Il flusso del campo elettrico" pp. 809-810.
Es. n. 54 p.821.
domenica 26 giugno 2011
Classe IV I compiti estate 2011
Le seguenti due esperienze possono anche essere realizzate a gruppi di 3-4 studenti e comunque relazionate individualmente sul quaderno.
1. Esperimento di Oersted. Per i materiali vedi l'illustrazione in http://pegna.vialattea.net/3Oersted_Exp.htm.
2. Esperimento di Faraday (interazione corrente-magnete). Per i materiali puoi vedere in http://pegna.vialattea.net/6Azioni_ED.htm; puoi sostituire il montaggio di legno e il conduttore di rame, sostenendo tu una striscia di alluminio come quella utilizzata in laboratorio per l'interazione tra correnti.
3. Visiona il video PSSC "La velocità limite" e scrivine un resoconto sul quaderno che includa uno schema dell'acceleratore lineare e i grafici più significativi.
1. Esperimento di Oersted. Per i materiali vedi l'illustrazione in http://pegna.vialattea.net/3Oersted_Exp.htm.
2. Esperimento di Faraday (interazione corrente-magnete). Per i materiali puoi vedere in http://pegna.vialattea.net/6Azioni_ED.htm; puoi sostituire il montaggio di legno e il conduttore di rame, sostenendo tu una striscia di alluminio come quella utilizzata in laboratorio per l'interazione tra correnti.
3. Visiona il video PSSC "La velocità limite" e scrivine un resoconto sul quaderno che includa uno schema dell'acceleratore lineare e i grafici più significativi.
Compiti III H estate 2011
1. In vista del compito del 20-25 settembre, riprendi quanto svolto sulle funzioni goniometriche.
Estratto del programma.
Le relazioni tra lati e angoli di un triangolo rettangolo, funzioni goniometriche di un angolo acuto (ripresa delle conoscenze del primo biennio di fisica). Gli angoli orientati e la circonferenza goniometrica. Le funzioni goniometriche degli angoli orientati: seno, coseno, tangente, cotangente. Le relazioni fondamentali della goniometria. Funzioni goniometriche di un angolo quando è assegnata una di esse. Le funzioni goniometriche inverse: arcoseno, arcocoseno, arcotangente, arcocotangente. Le funzioni reciproche secante e cosecante. Gli angoli associati con particolare riguardo agli angoli opposti e complementari. Le funzioni goniometriche di angoli particolari.
Riprendi anche gli esercizi dell'unità 1: Gli angoli orientati, Funzioni seno e coseno, Funzione tangente, Significato goniometrico del coefficiente angolare, Funzione cotangente es. n. 239, Le funzioni goniometriche di angoli particolari, Le funzioni goniometriche inverse, I grafici delle funzioni goniometriche e le trasformazioni geometriche.
2. Riprendi la costruzione dell'ellisse come inviluppo svolta nell'ultima lezione.
3. Produci l'analoga costruzione per parabola e iperbole. Nella parabola il punto H si muove sulla direttrice; nell'iperbole H si muove sulla circonferenza, un fuoco è il centro della circonferenza e uno è un punto esterno ad essa.
4. Riprendi e completa i grafici iniziati in laboratorio delle funzioni seno, coseno, tangente e cotangente ottenuti dalle definizioni di queste funzioni.
5. Ripeti i grafici precedenti su una restrizione del dominio in cui le funzioni siano biiettive e ricava il grafico della funzione inversa.
Estratto del programma.
Le relazioni tra lati e angoli di un triangolo rettangolo, funzioni goniometriche di un angolo acuto (ripresa delle conoscenze del primo biennio di fisica). Gli angoli orientati e la circonferenza goniometrica. Le funzioni goniometriche degli angoli orientati: seno, coseno, tangente, cotangente. Le relazioni fondamentali della goniometria. Funzioni goniometriche di un angolo quando è assegnata una di esse. Le funzioni goniometriche inverse: arcoseno, arcocoseno, arcotangente, arcocotangente. Le funzioni reciproche secante e cosecante. Gli angoli associati con particolare riguardo agli angoli opposti e complementari. Le funzioni goniometriche di angoli particolari.
Riprendi anche gli esercizi dell'unità 1: Gli angoli orientati, Funzioni seno e coseno, Funzione tangente, Significato goniometrico del coefficiente angolare, Funzione cotangente es. n. 239, Le funzioni goniometriche di angoli particolari, Le funzioni goniometriche inverse, I grafici delle funzioni goniometriche e le trasformazioni geometriche.
2. Riprendi la costruzione dell'ellisse come inviluppo svolta nell'ultima lezione.
3. Produci l'analoga costruzione per parabola e iperbole. Nella parabola il punto H si muove sulla direttrice; nell'iperbole H si muove sulla circonferenza, un fuoco è il centro della circonferenza e uno è un punto esterno ad essa.
4. Riprendi e completa i grafici iniziati in laboratorio delle funzioni seno, coseno, tangente e cotangente ottenuti dalle definizioni di queste funzioni.
5. Ripeti i grafici precedenti su una restrizione del dominio in cui le funzioni siano biiettive e ricava il grafico della funzione inversa.
sabato 25 giugno 2011
Classe II H compiti estate 2011
1. Riprendi i capitoli "Calore e temperatura" e "Passaggi di stato", e gli esercizi finali dei due capitoli (gran parte sono stati già svolti) in vista della verifica del 20-25 settembre.
2. Vedi su www.youtube.com i seguenti video che sono parti di un unico video didattico: "Introduzione alla dinamica", "Principio di inerzia", "Moto di un oggetto soggetto ad una forza", "Proporzionalità tra forza e massa" (quest'ultimo dovrebbe chiamarsi più correttamente "Relazione tra forza e variazione di velocità"). Scrivi sul quaderno un riassunto del contenuto dei video corredato da illustrazioni opportune.
2. Vedi su www.youtube.com i seguenti video che sono parti di un unico video didattico: "Introduzione alla dinamica", "Principio di inerzia", "Moto di un oggetto soggetto ad una forza", "Proporzionalità tra forza e massa" (quest'ultimo dovrebbe chiamarsi più correttamente "Relazione tra forza e variazione di velocità"). Scrivi sul quaderno un riassunto del contenuto dei video corredato da illustrazioni opportune.
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